e
volte della testata vantano una decorazione realizzata da
fiorentini e senesi in una gara d’arte d’insuperabile
altezza cromatica e tematica. Giotto e giotteschi da una parte,
Pietro Lorenzetti e Simone Martini dall’altra, tra il
1310-1320 hanno dato vita a questo programma iconografico
unico, avente come struttura di pensiero l’illustrazione
e celebrazione del Santo in tipologia Evangelica e apocalittica.
Se le celebri Vele Centrali raffigurano il Santo nella lotta
escatologica fra il bene e il male (Francesco vi appare vittorioso
nella lotta per l’affermarsi dell’Obbedienza ,
della Povertà e della Castità nella propria
persona e nella società), le cornici delle stesse sono
portatrici di immagini giovannee apocalittiche , care soprattutto
ai francescani “Spirituali”. Il Francesco dell’apoteosi
intronizzato e emergente dal sole, fa pensare decisamente
all ”altro angelo” che sale dall’oriente
con nel corpo il sigillo del Dio vivente (le stimmate).
Ma la celebrazione del Santo sulla Tomba si estende ancora
al fondo dei bracci del transetto dove la sua santità
si intreccia con la rappresentazione delle sue radici evangeliche:
le storie della passione insieme con quelle del Cristo di
Betlem vengono intese livetmotiv della vita dell’ “Alter
Cristus”.
Tutti i temi cristiani e francescani confluivano nella triplice
rappresentazione del Dio Crocifisso nell’abside (opera
perduta di Puccio Capanna sostituita dall’attuale giudizio
universale di Cesare Sermei, 1623) e sulle pareti dei transetti
antistanti gli stalli del coro dove trovano posto i frati
i preghiera e meditazione. La pagina evangelica fondamentale
nella spiritualità di Francesco, il Crocifisso, è
quella più insistentemente proposta alla mente e al
cuore di popolo e frati in preghiera.